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日志


1月30日

Self-Made Man

 
Silvio Berlusconi assolto in quanto il fatto non costituisce più reato: e chi ha deciso che il falso in bilancio non è più reato? Sempre Silvio, al governo nel 2002. Vaffanculo.
1月28日

Liquore di Mercanti

 
Scrivevo su questo blog, solo poco tempo fa, dei potere rievocativo della musica. Così, quando stanotte mi sono alzato insonne alle 3 passate per ascoltare qualche brano dei Mercanti Di Liquore, è stata un vero viaggio emozionale. Loro rappresentano, anzi SONO, un periodo troppo intenso della mia vita: loro sono lunghi e travagliati viaggi in treno, allucinati rientri a casa in auto senza capire dove ci si dirige, e perchè. Sono risate e musica alla Festa dell'Unità. Sono incontri casuali a quella stessa Festa dell'Unità, incontri che lasciano una stretta gelida allo stomaco - e la stretta non se ne andrà per i mesi successivi. Sono la denuncia di Margaret Thatcher e dei suoi epigoni. Sono un'infinita notte bianca capitolina. Sono le notti insonni dell'estate, appiccicose di sudore. Sono pranzi e cene nelle situazioni più disparate, e passi di montagna bolzanini affrontati da ciclisti impavidi, in maniche corte sotto la pioggia. Sono knodel, carezze e denti scheggiati.
Sono Fabrizio, sono "Andrea", sono Francesca, sono Alice.
 
R
1月27日

Indonesia da morire

 
E' morto Suharto. Nel corso della sua produttiva vita di dittatore dell'Indonesia concentrò nelle sue mani il controllo di tutti i media, un po' come qualche presunto liberale nostrano. Mise nelle mani dei suoi figli e parenti i nodi chiave della gestione finanziaria del paese, un po' come qualche politico centrista, sempre nostrano. Ha sterminato un paio di milioni di persone, accusate di essere sindacalisti, comunisti, liberi giornalisti, liberi cittadini. Crimini imperdonabili. Le liste di proscrizione gliele passava la CIA, così come gli aiuti per organizzare il colpo di Stato che lo portò al potere nel 1966. Il predecessore di Suharto, Sukarno, aveva appena nazionalizzato le risorse petrolifere del paese, commettendo così il più imperdonabile dei crimini. Una buffa storia che si ripete fino a oggi - se vi chiamate Venezuela, Bolivia o Iran, non importa se siete dittatori o eletti in libere elezioni.
A Timor Est centomila persone, un terzo della popolazione dell'isola - noi occidentali, probabilmente per conservare la nostra verginità morale, neppure sappiamo dove si collochi sulla carta geografica - furono brutalmente sterminate, i loro cadaveri squartati esposti come monito nelle piazze e nelle strade dell'isola. Nel 1993 una commissione ONU presentò una risoluzione che esprimeva "preoccupazione per il rispetto dei diritti umani nell'isola": sì, ridete pure. Avrà riso anche Suharto. Avranno riso anche i corpi ormai putrefatti e scomposti dei morti. Gli Stati Uniti continuarono senza problemi ad appoggiare la dittatura con enormi forniture di armi e piani commerciali dollariferi. L'Europa perseverava in un silenzio molto dignitoso, molto deferente, storcendo lievemente il naso. Si calcola che il 30 per cento del buget dell'Indonesia per lo sviluppo (uno dei paesi più popolosi e ricchi di risorse del mondo) fosse stato drenato dalla classe politica che Suharto aveva messo in piedi - forse anche più corrotta del PSI di Craxi. La famiglia del dittatore, che "si fece da parte" nel 1998, può contare su un patrimonio di 15 miliardi di dollari.
E comunque Henry Kissinger era dalla parte di Suharto (fu lui, assieme al presidente Ford, ad annunciare al nostro figlio di puttana che gli USA non avrebbero riconosciuto Timor Est come stato. Il giorno dopo cominciò l'invasione). E se Henry Kissinger sta da una parte, è di certo la parte sbagliata.
 
Oggi è morto Suharto; e oggi è il cosiddetto "giorno della memoria". Ma se non sappiamo chi era Suharto, ignoriamo cosa succede a Gaza, a Diego Garcia, in Sud America, in Darfur, nel Sahara Occidentale, la nostra non è memoria - è solo placido, compiaciuto e scellerato razzismo.
 
Rob
 
 
POST SCRIPTUM - 29\01\2008
 
- Un breve resoconto della vita di Suharto, scritto da Emeanuele Giordana, direttore di Lettera22 e uno dei massimi esperti italiani di cose indonesiane, a questo link
 
- Una ridente foto del trio delle meraviglie: il presidente Ford, Henry Kissinger e Suharto:
 
il trio delle meraviglie
1月24日

"I am Charles Mingus - to me I am nothing"

 
"I am Charles Mingus. half black man, yellow man - half yellow- not even yellow, nor white enough to pass for nothing but black and not too light enough to be called white. I claim that I am a Negro. I am Charles Mingus- to me I am nothing. I am Charles Mingus, a famed jazz musician but not famed enough to make a living in society, that is in America, my home. I cannot even support my family, honestly that is from the fame that I gain to the right of being a Negro musician.

I am a human being born in Indian territory conquered by white skins or invisible skins, transparent skins, people who killed and robbed to inherit the earth for themselves and their children.

Charles Mingus is a musician, a mongrel musician, who plays beautiful, who plays ugly, who plays lovely, who plays masculine, who plays feminine, who plays music, who plays all sounds, loud, soft, unheard sounds, sounds, sounds, sounds."
 
 
  
1月23日

Le note giuste

 
Incombe la partita del campionato di calcetto, e dubito che la cassetta di "Ok Computer" dei Radiohead possa darmi la carica giusta durante il viaggio in macchina; neppure un concerto degli Area mi sembra particolarmente adatto, per quanto stimolanti possano essere (e lo sono) le performance vocali di Demetrio Stratos. "Burning Bridges" degli Arch Enemy funziona, l'ho sperimentato prima di una partita estiva sull'auto di un amico - peccato che non ce l'abbia a disposizione su cassetta. Allora tiro fuori una compilation rock polverosa allestita da me ai tempi delle scuole medie, quando ancora i masterizzatori erano una chimera lontana: mi godo il lato B all'andata e il lato A al ritorno.
Sono quasi commosso. Non c'è nulla come la musica capace di rievocare non tanto i ricordi, quanto gli stati d'animo propri di certi momenti della vita. Forse solo profumi e sapori lontani hanno altrettanto potere evocativo (i deliziosi budini di riso sfornati dalla pasticceria a due passi dalla casa a Pietrasanta...ma questa è un'altra faccenda). Non che la cosa possa interessarvi, ma riporto qui l'elenco dei brani:
 
- Roxanne (Police)
- Bohemian Rhapsody (Queen)
- Revolution (Beatles)
- Sunday Morning (Velvet Underground)
- I Can'T Explain (Who)
- Play The Gane (Queen)
- Marquee Moon (Television)
- Strange Brew (Cream)
- My Generation (Who)
- Teach Your Children (Crosby,Stills,Nash&Young)
- Good Times, Bad Times (Led Zeppelin)
- Hey Jude (Beatles)
 
E per la cronaca, abbiamo vinto 7 a 3
 
Rob
 
1月22日

Visti da lontano

 
I russi, ai tempi del "comunismo reale", per sapere cosa accadeva davvero nella loro stessa patria dovevano affidarsi ai giornali esteri. In Italia è lo stesso: e si sa, spesso da lontano si valutano meglio le cose. New York Times, 19 febbraio:
 
"A court in Palermo convicted the governor of Sicily, Salvatore Cuffaro, of helping a Mafia boss by providing him with confidential investigator’s information, sentencing him to five years in prison and banning him from holding public office."
 
Chiaro e semplice. Niente solidarietà da parte di politici, niente festeggiamenti con i cannoli offerti in conferenza stampa: semplicemente, una briciola della feccia della società è stata riconosciuta come tale in un regolare processo, dunque deve lasciare sue cariche per entrare in una cella.
 
"Mr. Cuffaro, who was re-elected two years ago, while his trial was under way, said he would continue as governor while an appeal is in progress. In Italy, convictions are not considered final until all appeals are exhausted; the process can take years."
 
Già, proprio così. Fanculo i Cuffaro, i Mastella, i Dell'Utri, i Berlusconi, gli Andreotti. E fanculo pure i Feltri, i Belpietro, i Polito, i Riotta, e tutti i nostrani giornalisti-piazzisti. Devono MORIRE.
 
Rob
1月21日

Io, gli Altri

 
“Prima sono venuti a prendere gli ebrei, 
ed io non ho alzato la voce 
perché non ero ebreo. 
Poi sono venuti a prendere i comunisti, 
ed io non ho alzato la voce 
perché non ero comunista,  
Poi sono venuti a prendere i sindacalisti, 
ed io non ho alzato la voce
perché non ero sindacalista. 
Poi sono venuti a prendere me, 
ma non era rimasto nessuno 
per alzare la voce in mia difesa."

B.B.
1月10日

Spazzino o becchino?


Da quando ho iniziato ad interessarmi di politica mi sono sempre chiesto: che cosa è Gianfranco Fini? Un fascista - un post-fascista - un sincero conservatore - un succube di Berlusconi - chissà che altro. Adesso ho trovato la risposta: Fini è un avvoltoio, e banchetta sui cadaveri. Lo avete visto in Israele saltellare sulle proprie ex-convinzioni e parlare della malvagità del fascismo, e per lui Mussolini ero lo statista più grande del secolo fino a quelche anno prima. Lo avete visto visitare un campo Rom dopo lo scoppio della paranoia a livello nazionale, circondato da uno stuolo di microfoni e telecamere - le dichiarazioni di circostanza ve le lascio immaginare. Ora ammiratelo a Napoli, mentre esprime il suo disgusto per la situazione e, insieme a tutta la sua pseudocoalizione, propone una mozione di sfiducia nei confronti di Pecoraro Scanio. Allora vorrei dirti, caro il mio Gianfranco, che sei solo l'ennesimo vergognoso paraculo - e per tua fortuna nessuno si ricorda più, in questo cazzo di paese, che il Ministro dell'Ambiente sotto l'infausto quinquennio berlusconiano, era un TUO ministro, uno del TUO partito. Si chiamava (si chiama) Altero Mattioli. E in cinque anni non ha fatto un cazzo! Fini, il suo numero di telefono ce l'hai di sicuro, perchè non lo chiami e non lo cazzii per bene? Lascia in pace Pecoraro per un po', visto che lui almeno ha sempre parlato a favore della differenziata e contro gli inceneritori - peccato che la cosa alla camorra non convenga. E non conviene - che buffe sintonie e siergie - neppure ai gestori del tanto decantato inceneritore di Brescia (infatti per essere economicamente conveniente l'impianto necessita di INCENTIVI e SPAZZATURA, che ottiene sia importandola dalle province attorno, sia tramite pressioni politiche per ridurre la differenziata nel bresciano. Lo sapevi questo, Gian?). E visto che aspetti un figlio dalla donna che stava con Luciano Gaucci (e già questo è una vergogna), e lui ha fatto i soldi col business delle imprese di pulizia, perchè non sfrutti un po' le tue conoscenze familiari, invece che pubblicizzare quei meravigliosi e sanissimi inceneritori? Miserevole avvoltoio, spazzino e becchino.
 
Rob