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4月28日 SkizophreniaCi sono troppi ME. C'è quello triste perchè TU sei triste. C'è quello spensierato perchè ignora la responsabilità. C'è quello sornione, attendista. C'è quello nervoso perchè il ragazzo di colore sotto casa mi parla di lei. C'è quello che scopre l'amicizia inaspettata. C'è quello che gode delle compagnie ignoranti senza impegno. Cristo. Basta, facciamola finita.
Io so quello che voglio.
Una parte di me sa quello che vuole.
Un frammento scheggiato di una delle molte parti di me.
Almeno quello.
4月24日 Cominciamo beneMa guarda un po', mi tocca essere d'accordo con, il Wall Street Journal, quotidiano finanziario conservatore edito da un imprenditore dei media ributtante come Rupert Murdoch, per di più. Del resto è palese che il prestito-ponte ad Alitalia è un aiuto di stato, illegale secondo le normative europee; mascherarlo come provvedimento per mantenere l'ordine pubblico è una ridicolaggine talmente enorme che le istituzioni europee non ci metteranno molto ad aprire una procedura di infrazione nei nostri confronti. Io non voglio che un solo euro statale (cioè anche mio) finisca ad Alitalia: 300 milioni di euro sono 5 euro per ogni cittadino, vecchi e neonati compresi. Facciamo un referendum e vediamo se gli italiani sono d'accordo su questo modo di prestare i soldi. Intanto, per chiudere questo idilliaco quadretto, anche RyanAir ha fatto reclamo alla UE.
Berlusconi non è ancora ufficialmente in carica e siamo già a questo punto. Cominciamo bene.
4月21日 Divide Et ImperaReligione.
Patriottismo.
Stato.
Autorità.
Razzismo.
Ideologia.
Moda.
Sicurezza.
Ci siamo Noi. Ci sono Loro.
Siamo diversi, molto diversi.
Dobbiamo combatterci.
E' una vecchia storia.
Ha sempre funzionato bene, no?
Poi c'è chi, sulla riva, aspetta di veder passare i nostri cadaveri. O i loro.
Magari li tira a sè e ci affonda i denti.
Un po' sputa, un po' digrigna, un po' mastica, un po' ride.
4月19日 Italia sedata e deformata[riporto dal blog di Daniele Martinelli]
"L’Italia che affonda nell’economia, nella competitività, nel mercato e nei valori, è il prodotto di un lungo e metodico processo di svilimento del ruolo della politica, intesa come scienza di governo per l’interesse collettivo di un popolo.
Il politico, da soggetto ideale illuminato spinto alla ricerca di consenso per il raggiungimento di un equilibrio sociale equo, è diventato un imprenditore che investe in visibilità per acquistare credibilità elettorale con l’ausilio di promesse “spot” e favori personali in cambio di un voto. Silvio Berlusconi, da questo punto di vista è l’esempio più evidente di imprenditore che grazie ad una serie di vicissitudini spregiudicate mirate all’arricchimento personale, sta diventando per la terza volta premier grazie al rigido regime di propaganda politica che il gruppo di lavoro delle sue tv gli ha tessuto nel tempo. Questo processo, sul popolo inerme, ha avuto l’effetto dirompente di traghettare l’imprenditore sul lastrico del fallimento a vincere delle elezioni politiche per ben 3 volte. La politicizzazione della Rai col cambio del cda e la nomina di Letizia Moratti presidente nel ‘95 è stato l’imput che ha garantito successo personale a Silvio Berlusconi (grazie anche al suo iniziale carisma) e dato il via al lento e metodico appiattimento dei contenuti televisivi avallato dall’esclusione di professionisti come Carlo Freccero, sostituiti da una squadra di direttori e giornalisti ricattabili. Il cerchio chiuso con la progressiva banalizzazione diseducativa dei programmi televisivi ha modificato la percezione collettiva dei comportamenti, stravolto l’approccio ai valori e cambiato la mentalità. Sembra strano ma ciò che è successo in questi 15 anni è inimmaginabile ai più. Oggi sono decine gli imprenditori che fanno politica nei loro “pollai”: da Riccardo Illy del caffè a capo della regione Friuli fino a pochi giorni fa in una giunta di centrosinistra, a Vincenzo Divella della pasta sponsor del meteo di Rai3, presidente della provincia di Bari in una giunta di centrodestra, l’Italia brulica di esempi di conflitti d’interesse ormai indissolubilmente permeati al nostro tessuto sociale. In questo senso Silvio Berlusconi è l’esempio principe. La sua politica di attacco perché vuota di valori ha prodotto anni di bugie, promesse, tormentoni amplificati dai suoi giornali e dalle sue televisioni tramite un linguaggio studiato. Definizioni tipo “giustizia a orologeria” “persecuzione giudiziaria” e “processi televisivi” invece che “cronaca giudiziaria” hanno fatto da traino alla delegittimazione della magistratura, dipinta come fardello che frena il liberalismo proprio perché sulle tracce dei gravi reati di Berlusconi che, non dimentichiamolo, detiene illegalmente la Casa editrice Mondadori da ormai 17 anni. La campagna mediatica unificata che ha screditato la magistratura, ha portato a dubitare di tutte le sentenze e ammorbato di tolleranza la presenza di persone condannate o in conflitto d’interessi a capo dei gangli del sistema. A destra e a sinistra un’oligarchia cinica e auto referenziata tiene in scacco l’intero sistema grazie alla visibilità garantita dai propri media compiacenti e a servizio delle proprie strategie di mercato. Questo processo che fa dell’Italia “laboratorio politico” per i paesi europei che ci osservano con pietà, ha aperto la strada a personaggi come Cesare Geronzi alla poltrona di presidente di Mediobanca. In questo quadro, l’imminente presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è già il maggior proprietario di canali in digitale terrestre d’Italia! In attesa del passaggio definitivo nel 2012, ne ha già acquistate a decine, ligio alla politica del dominio delle masse per mezzo della televisione. Il Berlusconi spregiudicato al punto paradossale di non essere ancora pregiudicato perderà quell’immagine patinata soltanto se la collettività conoscerà la sua storia e potrà giudicare autonomamente con la propria coscienza critica. 4月16日 Controinformazione adultaEsiste quella che di solito viene definita, non senza una connotazione implicitamente sprezzante, "controinformazione". Potremmo forse renderle giustizia descrivendola come quell'informazione che è indipendente dai soliti padroni e dai soliti media (i soliti, sempre i soliti...): come tale essa trova in internet (ma non solo, per fortuna) il suo canale preferito. Tuttavia essa gode dei pregi e dei difetti di tale medium: al di là dell'affidabilità di blogger e siti vari, che può comunque essere confermata o smentita da ricerche e verifiche incrociate, molto spesso è intrigante la possibilità (onnipresente nei blog; diffusa nei siti dedicati) di lasciare i propri commenti ad articoli, post e notizie ed interagire in questo modo con gli altri lettori di quelle frasi, e non di rado anche col loro autore. Tuttavia è vizio troppo diffuso, anche tra gli "adepti" della cosiddetta controinformazione (e tra mi ci metto anch'io), lasciarsi andare subito a etichettature, bollature precoci, insulti e accuse contro coloro la cui visione del mondo - che magari fino a quel momento sembrava così vicina alla nostra - improvvisamente se ne distacca. E' ora di finirla con questi infantilismi: ognuno ha il diritto (il dovere, oserei dire) di condurre la propria ricerca di verità, di fatti, di approfondimenti, e ha il diritto di dire la sua, che in quanto "sua" non necessariamente coincide con la "mia". E non necessariamente questo divario, per quanto profondo possa essere, è sintomo di disonenstà intellettuale, malafede, ottusità, ignoranza! Queste verità possono anche essere perfettamente coincidenti con quelle di volta in volta professate dai media "ufficiali", perchè l'ufficialità non è per forza sinonimo di menzogna e va valutata caso per caso.
Sinceramente ne ho abbastanza delle accuse di fascismo, bolscevismo, stalinismo. Ne ho abbastanza delle accude di filosionismo non appena qualcuno non si professa d'accordo con un boicottaggio a un qualche evento legato politicamente ad Israele, o alle modalità di tale boicottaggio. Ne ho abbastanza degli insulti che conseguono alle dichiarazioni di voto: Travaglio dice che voterà Di Pietro e lo si insulta per questo; Grillo incita al non voto e lo si insulta per questo; uno sostiene il "voto utile", un altro si affida alla (fu) SA, un altro alla Santanchè e li si insulta per questo. Continuo a trovare blogger che seguono entusiasti blog altrui ma, appena trovatisi in disaccordo con l'ultimo post del malcapitato, lo bollano senza pietà come traditore, vigliacco, sciocco, adepto della verità ufficiale, filosionista, filopalestinese, filoamericano, antiamericano, filocinese, filotibetano e così via...
Tutto questo è assurdo: non solo ognuno ha diritto al rispetto delle proprie opinioni, ma ognuno ha il diritto di poter trarre informazione e diletto dai migliori articoli di www.megachip.info , www.comedonchisciotte.org , www.articolo21.info , www.zcommunications.org , www.peacereporter.net come da quelli presi dal Corriere o da Repubblica; voglio altresì poter essere in disaccordo con altri articol che compaiono in questi siti senza dover per forza bollare i loro webmaster come dei venduti; voglio poter leggere quello che scrivono nei loro blog CloroAlClero, Daniele Martinelli, Piero Ricca, Lameduck, Carla Castellacci, Corrias\Gomez\Travaglio, Gennaro Carotenuto, riuscendo ad apprezzarli anche quando dissento - magari moltissimo - dalle loro opinioni. Senza sentire tirare in ballo tradimenti e malafede e l'onnipresente intervento corruttore della CIA. Altrimenti questo sì che è fascismo, stalinismo e miserabile pensiero unico: il mio.
4月13日 Politiche 2008L'astensione è una tentazione forte per molti, in questa giornata: soprattutto per le persone che vengono tendenzialmente definite "di sinistra", ma che in realtà costituiscono una realtà estremamente più variegata di quella descritta dalla suddetta parola. Tra coloro che non si recheranno alle urne ci saranno socialisti ormai sconfortati dall'iperliberismo dominante a 360 gradi; laici disillusi di fronte al clericalismo imperante; liberali per i quali il vero liberalismo oggi appare una lontana chimera; legalitari rassegnati al culto dei condoni, delle leggi ad personam (promulgate o non abrogate), dello scempio che in questo paese è stato fatto di una istituzuione come la magistratura; cittadini che credono nello Stato [io non sono tra essi - NdRob] e sentono parlare di Vittorio Mangano come di un eroe e vedono candidare Crisafulli nel PD; o semplicissimi cittadini che non trovano alcuna rappresentanza in questa classe politica e in questo sistema elettorale, o che - banalmente - si sono stufati della logica del "meno peggio".
La mia opinione è che tutti costoro, non recandosi alle urne, sbaglino.
Innanzitutto, la logica del meno peggio ha comunque il suo perchè: pur nella sua mediocrità, Veltroni non è Berlusconi. Di Pietro non è Borghezio. Franceschini non è Bondi. Giuseppe Giulietti non è Gasparri. E così via.
Poi altri cinque anni di "cura Berlusconi" ammazzerebbero definitivmente questo paese. E se non votassi, credo che me ne sentrei responsabile anch'io.
Ne consegue che il concetto di "voto utile" ha una qualche legittimità: il voto dev'essere utile per avvicinarsi a quello che ciascuno ritiene meglio per sè e per il paese
Dunque andrò al seggio, e farò quello che mi sento di fare. Questo è il mio endorsement: crocetterò la casella "Italia Dei Valori". Non tanto perchè è il "partito di Di Pietro" (la personalizzazione è solo l'ennesimo sintomo del berlusconismo imperante in questo paese), ma per altri motivi: perchè l'unico leader di partito che abbia sempre alzato la voce per la libertà di informazione e per l'applicazione delle sentenze europee sul monopolio televisivo italiano è Di Pietro, purtroppo. Purtroppo per gli altri e per il loro colpevole silenzio. Poi perchè ha candidato persone con una fedina penale pulita. E tra di loro una discreta percentuale di guastatori non troppo addntro alle paludose logiche italiane di partito, come Giuseppe Giulietti (www.articolo21.info) e Pancho Pardi. Poi perchè quando il PD ha scelto di candidare un mafioso come Crisafulli e lasciar fuori due persone che la mafia l'hanno sempre combattuta come Dalla Chiesa e Lumia, solo l'IdV ha sollevato il giusto clamore su queste assurde scelte - poi in parte riviste. E infine, biecamente, se avessi già 25 anni voterei così anche al Senato perchè non credo che in Lombardia la Sinistra Arcobaleno abbia la minima possibilità di raggiungere l'8 per cento - di voti ce n'è solo uno per la Camera e uno per il Senato, bisogna ponderarli bene.
Mi si dirà: ecco, è solo l'antiberlusconismo a guidare le logiche di certa sinistra! E' vero, rispondo. Del resto era l'antifascimso a guidare le logiche della parte migliore del paese, in un'epoca buia non troppo distante: purtroppo oggi non siamo così lontani da quel degrado da permetterci il lusso che Silvio torni a farsi i cazzi suoi a spese nostre.
Non delegate quel piccolissimo spazio di decisione che filtra attraverso le maglie di questa aberrante legge elettorale. Votate pure chi vi pare. Ma mettete la vostra scheda nell'urna, vi prego.
Rob
PS: buon voto, Alice... ci si vede al seggio :)
4月11日 IO-TU-NOIIl MIO sogno avrà sempre qualcosa in meno del NOSTRO sogno.
[e il commento ai miei stati d'animo lo riservo a Il Teatro Degli Orrori]
4月10日 Odio MilanoIo odio Milano
Odio i milanesi, con tutte le più antipatiche suggestioni che questa parola si trascina dietro.
Odio il mendicante inginocchiato sul marciapiede umido, faccia a terra, immobile come il suo cartello di supplica, sguardo invisibile - senza neppure una immaginaria Mecca che conferisca dignità alla sua posa.
Odio il ragazzo che presidia l'ingresso del punto vendita D&G, osceno nel suo completo elegante annichilito da un paio di scarpe sportive argentee.
Odio quella puttana della Santanchè: mi guarda dai manifesti elettorali, si vanta di credere e non crede in nulla che vada oltre il suo fondotinta.
Odio le macchine parcheggiate in doppia fila; le macedonie parcheggiate nelle vetrine dei bar; i desinanti solitari parcheggiati a un tavolino, mascella in azione e sguardo perso.
Odio le pozzanghere iridescenti.
Odio il sentore aspro dello smog che si mescola alla pioggia.
(...odio la mia scarpa destra, bucata, e anche la sinistra; le indossavo quel giorno in stazione...)
Odio la metropoli - essa tradisce la sua vocazione di madre di città per ridursi a sordida madre di degne periferie.
Odio il semaforo; l'impetuoso rigurgito d'aria agli ingressi della metropolitana; la plastica di un imballo gettata per terra; lo sguardo indifferente; lo sproloquio forzatamente brillante; l'inserto sportivo del giornale; l'ombrello enorme e invadente; il panino frettoloso; lo schermo piatto scintillante.
Non scorgo da nessuna parte il bagliore, la speranza.
Altrove...
4月8日 Silvio & VittorioLa mia rassegna stampa on-line oggi ha regalato numerose perle che vorrei condividere con voi. In primis, ecco a voi Marcello Dell'Utri - fondatore di Forza Italia, selezionatore delle candidature al Parlamento, condannato per associazione mafiosa, tentata estorsione, fatture false e frode fiscale.
«I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione». Parola di uno che ha fatto balzi di gioia nel trovarsi fra le mani presunti diari di Benito Mussolini...
«Posso dire di conoscere quasi tutti i pentiti di mafia, ma oggi faccio fatica a individuarne uno sano, anche se ce ne saranno». Detto da lui suona più una minaccia che un insulto.
«Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all`ergastolo, è morto per causa mia. Mangano - ha poi aggiunto Dell'Utri - era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E`un eroe, a modo suo» [NdRoberto: una brevissima biografia di Mangano la trovate qui: stalliere di Silvio Berlusconi, mafioso, estorsore, dinamitardo, commerciante in stupefacenti e pluriomicida - sono solo alcune tra le molte sue doti]
«Moggi è una persona simpaticissima e sono convinto che le presunte manovre che gli vengono attribuite non siano vere. Le accuse sono nate dal suo grande successo». Un po' come Al Capone, presumo.
E poi c'è Silvio Berlusconi, che ipotizza «esami periodici che attestino la sanità mentale dei pm». Del resto, coerentemente, uno come Antonio Di Pietro gli "fa orrore".
«Sono arrivato alla conclusione che quelli della sinistra sono antropologicamente diversi da noi. Dicono - spiega Berlusconi- che faccio troppe battute, ma il fatto è che io non sono come quelli della sinistra che si inc... sempre. E ho capito perché sono sempre così incacchiati, si alzano al mattino, si vedono allo specchio e si sono già rovinati la giornata: sono arrivato alla conclusione che sono antropologicamente diversi da noi»
Di fronte a cotanta eloquenza di lombrosiana memoria, mi sento annichilito. Antropologicamente diversi. E' vero: io rispetto a Silvio sono più alto di una spanna, e non soffro di calvizie. |
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