Roberto 的个人资料La Corte del Re Cremisi照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
|
|
6月29日 Burro e coltello, parte secondaIo credo che tu mi capisca. Che tu capisca. Del resto potrebbe anche essere che tu non capisca - ma io sono fregato comunque.
La fitta più lancinante è la quasi certezza (frutto di banale calcolo delle probabilità unito a una vaga conoscenza della natura umana) che, se considero tutte le migliaia di volte che in cui ho pensato a questa cosa, almeno in qualche caso in contemporanea al mio pensiero questa cosa stava accadendo davvero.
Like a knife through butter, appunto.
(oh oh... l'ironia più amara riesce anche ad essere involontaria).
Ma posso anche distrarmi: stai a guardare e vedrai che ne sono capace. Per esempio giocando a Football Manager. Quando il gioco manageriale di calcio più bello mai creato si chiamava ancora Championship Manager, nel 2001-2002 io costruivo la squadra perfetta trasformando il Sunderland in un esercito di giovani leoni dai piedi fatati e rendendo lo Stadium of Light un fortino inespugnabile. Arjen Robben e Andres D'Alessandro si alternavano dietro le punte fornendo gol e assist, Mido e Jermaine Defoe imperversavano su tutto il fronte offensivo terrorizzando le difese, Stevene Gerrard e Julio Arca (capitano e trascinatore) erano padroni assoluti delle fasce; Joe Cole e Kyeron Dyer tessevano le loro trame a centrocampo mentre John Terry e Fredrik Risp reggevano imperiosamente le sorti della difesa, baluardi davanti al solido portiere di origini greche Dionisis Chiotis. Un'epopea durata dieci stagioni agonistiche fruttifere di 5 Champions League e 7 campionati, più un numero imprecisato di coppe, trofei e premi individuali
Oggi, nel 2007-2008, il nuovo Sunderland è appena agli inizi ma già un semisconosciuto e appena acquistato Billy Sharp ha affondato il Liverpool con una doppietta. Un terzino sinistro dal nome impronunciabile di origine basca, preso in prestito per quattro soldi, già fa parlare di sè giornalisti e avversari. Affonda nelle difese avversarie, di nuovo, like a knife through butter...
Lo vedi? Per vie traverse, le mie distrazioni tornano sempre a divagare in quella direzione.
Capisci?
Io giro, giro e alla fine sono sempre lì.
Almeno la gente sa dove trovarmi.
Rob
6月26日 Like a knife through butterIo non capisco (e non c'è nulla da capire) perchè anima e cuore siano più cedevoli del burro mentre la memoria - un semplice supporto, un'impronta di ciò che era - rimane così terribilmente persistente. Se ripenso a come stavano le cose, è tutto perfettamente sbagliato. 6月22日 Solstizio d'estatePotreste spiegarmi il senso di andare in un'altra birreria, una volta usciti dal lavoro, e gustarsi una Kellerbier.
Soffrire il caldo umido e rigugiarsi all'aria aperta, giusto per cinque minuti, a fumare una sigaretta rollata pochi istanti prima con dita incerte.
Continuare a incontrare ad orari improbabili gente più o meno conosciuta e soffermarsi con loro a pontificare sull'ovvio, il delirante, l'ottuso, l'ironico.
Commentare con la propria collega i presunti legami tra le brioches e le conseguenti dovute prestazioni sessuali.
Ingegnarsi in narrazioni di aperitivi (pre-coito) con particolari categorie di uomini (li chiameremo "i gorilla depilati").
Progettare un'intervista radiofonica sulla geopolitica dell'America Latina, spacciando il vosto capo per il presidente venezuelano Hugo Chavez.
Insomma, potreste spiegarmelo, il senso di tutto questo...
...o farvi avanti e offrirmi un'altra birra.
Grazie Francesco, grazie Youssef, grazie Alessia.
Rob (just not happy... but...) 6月20日 Is there love in space?Qui non voglio essere pretenziosamente letterario, o pretenzioso e basta.
Vaffanculo alle mie cazzo di paranoie. Le mie cazzo di paranoie del cazzo. I miei cazzo di pseudosommovimeti interiori. I miei sentimenti che emergono da un mare di spermatozoi del cazzo. Che a volte ci annegano, in quel fottuto oceano di carne umida e secrezioni di ovaie. Vaffanculo alle mie bugie del cazzo e alle mie cazzo di reticenze.
Ecco.
Non credo di essermi esibito in una prosa manzoniana. Per fortuna. Vaffanculo pure lui.
Perfetto.
Quasi.
Io, lui e la sua cazzo di prosa pretenziosamente letteraria del cazzo.
Ok, ci siamo.
Mi era anche venuto in mente un ricordo carino. Quelle immagini un po' confuse di quando sei piccolo, mischiate inestricabilmente a un qualche profumo e a sapori che ancora adesso, se ci pensi, ti sfiorano le labbra per svanire subito nascondendosi dietro una traccia lieve.
Solo che il ricordo è svanito - è rimasto il sapore sottile, dolce e zuccheroso. E quello non posso scriverlo.
Insomma.
Un cazzo di ricordo del cazzo. Il mio cazzo di ricordo. Ne farete a meno, vero bastardi?
E vaffanculo. Tanto per cambiare.
Rob 6月19日 Il sogno spezzato a DallasIdea per un tema da proporre alla maturità (al posto che pagare la gente per scrivere cazzate su Montale):
' “Ogni volta che la vita di un uomo viene spezzata da un altro uomo, ogni volta che viene lacerato quel tessuto vitale che un'altra persona ha così pazientemente e dolorosamente intrecciato, per se stessa e per i suoi figli, l’intera nazione ne viene umiliata.
Eppure noi tolleriamo un livello sempre crescente di violenza, che ignora sia la nostra comune umanità che le nostre pretese di civiltà. Accettiamo tranquillamente resoconti giornalistici di civili che vengono massacrati in terre lontane. Glorifichiamo l’assassinio sugli schermi del cinema e della TV, e lo chiamiamo “intrattenimento”. Troppo spesso giustifichiamo coloro che vogliono costruire le proprie vite sui sogni infranti degli altri. Vi sono cttadini che vanno all’estero a predicare la non-violenza, ma poi in casa nostra si dimenticano di metterla in pratica. Vi sono coloro che accusano altri di incitare le rivolte, quando in realtà sono loro a fomentarle, con il loro comportamento. C’è anche un altro tipo di violenza, molto più lenta ma devastante quanto un colpo di fucile o una bomba nella notte. E’ la violenza delle istituzioni; l’indifferenza, l’inanità, la lenta apatia. Questa violenza colpisce i più poveri, e avvelena le relazioni fra gli uomini che hanno una pelle di diverso colore. È nella lenta distruzione di un bambino per fame, nelle scuole senza libri, e nelle case senza riscaldamento d’inverno. Quando insegni ad un uomo a odiare e temere suo fratello, quando insegni che l’altro è inferiore a te per il colore della sua pelle o per quello in cui crede, quando insegni che quelli diversi da te minacciano la tua libertà, il tuo lavoro o la tua famiglia, insegni anche ad affrontare gli altri non come concittadini ma come nemici, e ad essere accolto da loro non con cooperazione ma con sopraffazione, ad essere soggiogato e reso schiavo. Alla fine impariamo a guardare ai fratelli come estranei, come persone con cui condividiamo le strade ma non la comunità; come persone legate a noi dal luogo in cui vivono, ma non da uno sforzo in comune. Impariamo a condividere soltanto una paura comune, un comune desiderio di distanziarci l’uno dall’altro, una spinta comune a rispondere alle differenze con la violenza. Dobbiamo riconoscere la vanità delle false differenze fra gli uomini, e imparare a crescere nello sforzo di far crescere gli altri. Dobbiamo riconoscere di fronte a noi stessi che il futuro dei nostri figli non può essere costruito sulle disgrazie degli altri. Dobbiamo riconoscere che questa breve vita non potrà mai venir nobilitata nè arricchita dall’odio o dalla vendetta. La nostra vita su questo pianeta è troppo breve, e il lavoro da fare è troppo grande, per permettere che questo odio continui a diffondersi nel nostro paese. Di certo non si può cancellare il problema con un semplice programma, o con una legge. Forse però potremo ricordarci, almeno ogni tanto, che coloro che vivono con noi sono nostri fratelli, e che condividono con noi lo stesso breve istante di vita; che essi desiderano, esattamente come noi, solo la possibilità di vivere in pieno la loro vita, raggiungendo il massimo delle proprie soddisfazioni e delle proprie finalità.” Robert Kennedy, Cleveland, 5 Aprile 1968 - il giorno dopo l'assassinio di Martin Luther King. Il 5 giugno lo stesso Robert Kennedy viene ammazzato dopo aver tenuto un discorso conto la guerra americana in Vietnam. Leggete, commentate e dite la vostra sull'attualità di simili parole.' 6月17日 In codaIn coda al supermercato. La signora grassoccia vestita in tono dimesso scarica il carrello e appoggia sul nastro una csasa di acqua Vitasnella; sono sicuro che questo l'aiuterà con la sua linea problematica, da pensionata priva di passatempi.
Passatempi confessabili, almeno.
Continuo a soffermare lo sguardo sulle bottiglie d'acqua. Sulla plastica che non finirà nella raccolta differenziata. Sulle molecole di H2O prelevate a migliaia di chilometri da qui, trattate (per renderle dietetiche?), imbottigliate, trasportate su enormi camion. Non sentite la ghiaia che schizza lontano sotto il peso delle ruote alte un metro?
Se riempite un container di maiali e li spedite verso la macellazione, li sentirete lamentarsi per il trattamento - quello subito e quello che ancora li attende. L'acqua minerale li invidierebbe, se potesse. Io sento solo la signora che, in attesa di sfoderare il contante, si intrattiene con l'acquirente alle sue spalle (un uomo magro sulla quarantina, selvaggiamente imbruttito dal riporto che occupa la sommità del cranio. Aria da impiegato annoiato. Con la signora credo che condivida le frustrazioni e la monotonia; così a prima vista non credo indulga in alcun passatempo inconfessabile, e questo lo rende ancor meno interessante come oggetto di attenzione). Parlano del caro-vita e a turno annuiscono; intanto sul nastro transitano rigatoni Barilla, gelati Algida, bibite Coca-Cola e merendine Kinder&Ferrero.
Cristo, non possono non accorgersi che tutto questo è assurdo. Qui non è come scoprire un altro mondo alla Matrix: qui l'inganno è molto più evidente. Te lo sbattono in faccia senza ritegno - nè più nè meno che una congrega di cosce in prima serata su Canale 5.
Perchè state lì? Perchè ve ne andate a casa tranquilli coi sacchetti pieni a metà, l'andatura ciondolante e lo sguardo perso nel vuoto? Fate qualcosa.
FATE QUALCOSA. 6月14日 VallettopoliTornando a casa, trovo al TG2 un servizio sulle prossime nozze tra Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci. Intervistano lei inquadrando solo le sue tette che esplodono da un vestitino argenteo luccicante e danno così un senso tutto nuovo alle sue dichiarazioni ("Sono una ragazza all'antica", "Sarà un giorno speciale, i valori della famiglia per me sono troppo importanti"). Se fossi stato l'intervistatore le avrei domandato: "Il suo futuro sposo è uno che ha fatto i soldi negli anni '80 con le truffe e il gioco d'azzardo, mentre lei ha iniziato a lavorare in RAI concedendo favori sessuali ai dirigenti. Se vuole che io tagli questa osservazione imbarazzante dall'intervista, che ne dice se ci appartiamo una mezz'ora in quel camerino?" 6月13日 OrizzontiIntento ad arrotolare la sigaretta, mettevo in fila pensieri concatenati e arrivavo soddisfatto a una conclusione.
"Ecco, questi sono i molti motivi per cui non comprerò mai una macchina."
E ce n'erano davvero molti di motivi, e quasi tutti giustificati. Ovviamente.
Il pensiero seguente aveva un sapore decisamente amaro.
"Sono un povero sciocco."
Tutti questi discorsi sono stupidi, perchè partono dal seguente presupposto fatalmente sbagliato: è normale avere una macchina, ma io mi distinguerò dalla norma.
E queste sono tutte cazzate.
Avere una macchina (o meno) non è nè normale nè essenziale per la mia natura : è, molto semplicemente, qualcosa che dovrebbe restare ben al di là dei miei orizzonti di interesse. Questi dovrebbero essere: amicizie, relazioni sociali, bisogni primari, cibo, sesso, espressioni artistiche, espressione di emozioni. Tutto ciò che mi rende umano.
Quindi, se mai dovessi parlarvi di cose insignificanti come automobili o calcio (almeno da un punto di vista che escluda l'estetica del gioco), datemi un pizzicotto o prendetemi a calci, svegliatemi, scuotetemi. Parlatemi di voi, di me, fatemi ridere, provocatemi, andiamo insieme a mangiare qualcosa, facciamo politica, recitiamo per strada una scenetta improvvisata in mezzo a gente allibita.
Sorridete. Porgete le vostre lacrime da asciugare. Convincetemi, per l'ennesima volta, che questo mondo è ancora popolato da esseri umani.
Rob 6月9日 Oceani di tristezzaSuono lancinante: l'inizio della fine.
Ti svegli con un sapore orribile in bocca: è l'unico pretesto che riesci a trovare per lavarti i denti. Colazione. Vestizione. Giustapposizione di abiti dai colori neutri, per non sforzarti nè correre eccessivi rischi estetici.
Mentre ti lasci andare sul divano scorri la rubrica: scegli la lei più vicina e meno problematica. Cazzo è via per lavoro. La seconda lei che ti passa per la testa abita dieci minuti più lontano della prima, ma è ancora migliore e meno fastidiosa. Risponde - tra mezz'ora sei lì. Arrotoli una sigaretta ma non la fumi, la metti da parte per dopo; ti infili le scarpe e mentre scendi le scale ti domandi senza troppo interesse se ti sei ricordato di chiudere a chiave la porta di casa. Al primo semaforo rosso ti chiedi se hai tirato l'acqua del cesso. Al secondo semaforo ti accorgi di non ricordare a che ora dovrai presentarti al lavoro nel pomeriggio; il verde scatta prima che tu ti sia dato una risposta plausibile.
Arrivi e citofoni e ti viene aperto e sali e non bussi perchè -già lo sai - ti limiti a spingere la porta socchiusa. I convenevoli dall'ingresso al letto durano meno di tre minuti, piantala di gemere cazzo se potessi mi infilerei nelle orecchie le cuffie del lettore MP3 per ascoltare qualcosa di più melodico lo vedi, faccio la mia parte fino in fondo. Ecco così va meglio, su da brava. Ok vedo che sei soddisfatta e anch'io, scusa bella ma dopo una mezz'ora mi viene fame, magari la prossima volta faccio una doppia colazione oppure potresti accogliermi con un piatto di pasta invece che trascinarmi subito in camera.
Mentre lei si infila sotto la doccia tu esplori il suo frigorifero e ti sfami in modo singolarmente rozzo e frettoloso. Poi sgattaioli fuori dalla porta senza salutare (sul cuscino sgualcito le hai lasciato un fiore, che prima di entrare avevi strappato dall'aiuola davanti all'ingresso - lì il verde è curato da una grossa banca straniera, come testimoniava il cartello. Ecco come trasformi il capitalismo in un finto romanticismo sessualmente efficace). Hai in bocca un sapore ancora più schifoso che al risveglio, una mistura di sostanze organiche che non ti appartengono - prosciutto, pane e molecole di origine umana. Qui viene buona la sigaretta, che ti eri preparato con tanta passione e accuratezza, per rendere completa la sensazione: accendi e tiri, tiri ancora. Sbuffi lentamente rallentando il passo; cominci a sentirti affogare anche oggi. Ecco la tua appagante traversata di infiniti oceani vaginali di tristezza. 6月6日 Ipocrisie \ 2.1A corredo della questione Iran, è interessante leggere la trascrizione integrale della recente intervista ad Ahmadinejad.
Alcuni interpretano le sue parole come prova dell'ingenuità disarmante del presidente iraniano; io non sono assolutamente d'accordo con questa prospettiva - vedo Ahmadinejad come un abile e spietato "cerchiobottista" - ma l'inadeguatezza della visione che tradizionalmente i media forniscono del personaggio e delle sue politiche emerge con una certa evidenza. 6月4日 Ipocrisie? \ 2Un tempo l'ayatollah Khomeynī dichiarò che l'impero sovietico sarebbe scomparso. Credo che, per quanto Khomeynī fosse detestato da "noi", nessuno in Occidente polemizzò con lui per simili dichiarazioni; e quando l'URSS effettivamente si disgregò, la cosa fu accolta con un certo sollievo. Khomeynī dichiarò anche che Saddam doveva essere punito per i suoi crimini: ci siamo dimostrati così entusiasti per simili progetti che un paio di decenni dopo abbiamo provveduto personalmente alla cosa.
Oggi in Iran al potere c'è Mahmud Ahmadinejād. Tende spesso a dichiarare, vestito con le sue orripilanti giacche da cinque euro al paio, che Israele dovrebbe venire spazzata via dalle carte geografiche. O almeno così titolano i nostri giornali, i cui esperti di Medio Oriente lasciano piuttosto a desiderare, perchè mi risulta che una traduzione più corretta sia "che il regime sionista scompaia". Sinceramente anch'io mi auguro che la classe politica di Israele venga sostituita (possibilmente dopo un giusto processo) da un'altra ben migliore e che la sua politica estera muti radicalmente, ma non è questo il punto. Del resto anche Mahmud Ahmadinejād mi fa schifo e dovrebbe essere processato, ma neanche questo è il punto.
Il punto è che mi sforzo eppure non capisco: ma perchè in Iran se una volta parlavano di Unione Sovietica andava bene, e ora che parlano di regime sionista e di Stati Uniti non va più bene?
Rob 6月3日 Ipocrisie?Riporto questo breve intervento del professor Gennaro Carotenuto, di cui condivido pienamente ogni singola parola:
Ospiti FAO: gli amici degli amici
Mi piace poco Robert Mugabe (violatore dei diritti umani e dittatore) e ancora meno Mahmud Ahmadinejad (violatore dei diritti umani, razzista, sessista, antisemita, ma non dittatore). Qualcuno mi spiega che differenza sostanziale c’è rispetto a (ne scelgo uno dal mazzo) Hosni Moubarak? Quasi trent’anni di stato d’emergenza, carceri piene, torture, desaparecidos, terrorismo di stato e un popolo affamato sono il bilancio del Faraone dittatore. Eppure i primi sono paria e il secondo è ospite d’onore a Roma. Stranamente chi più si agita è Londra. Stranamente la mafia britannica (loro lo chiamano british government) ha ottimi rapporti con il dittatore egiziano (è da quando fecero cadere Nasser che gli interessi inglesi sono sacri in Egitto) ma ne ha di pessimi con gli espropriatori di proprietà di sudditi della regina (di latifondi l’africano, di imprese petrolifere il persiano o chi prima di lui). E fanno un gran parlare di diritti umani… Time does not heal (?)"Time does not heal": così pontificavano i Dark Angel nella title track dell'omonimo disco. Chi sono io per dar torto a una band che vanta la presenza di Gene Hoglan alla batteria?
Però dorei essere un filosofo - un titolo di studio è lì ad attestarlo - dunque proviamo a specificare. Il tempo di per sè non guarisce. Nè di per sè (va detto a sua difesa) esacerba, incancrenisce o altro.
Il tempo è trascendentale rispetto alla guarigione.
In senso kantiano, ovvio.
Ok, cazzata. Inutile fare il figo sfruttando i concetti di un autore che, oltretutto, non mi piace. Mi spiego.
Non è mai il tempo a guarire, ma gli eventi. Una guarigione del nostro animo può anche accadere un istante, ma sarà sempre causata da qualcosa: e questo qualcosa accadrà sempre nel continuum quadridimensionale (ma sì, facciamo i fighi. Tra un po' tirerò in ballo supergravità quantistica e teoria delle stringhe). Così il tempo è l'unica possibilità di guarire, ma senza alcuna garanzia che ciò accada: a meno che, nel nostro muoverci a tentoni nelle quattro dimensioni aperte ai nostri sensi, non incocciamo nella giusta serie di eventi, che modifichi nel modo a noi più gradito le nostre connessioni neuronali aggrovigliate dai dolorosi eventi del passato (sì, credo che l'anima non sia poi molto più di questo. Poi pensatela come vi pare).
Insomma: chiodo scaccia chiodo. Col rischio però di ritrovarsi con due chiodi conficcati al posto di uno. E anche, per sfruttare a fondo questa nuova affascinante metafora uscendo però dal seminato dei parallelismi kantiani, di tirarsi una martellata sulle dita.
Forse faccio meglio a tornare ad ascoltare i Death. Che anche con Richard Christy al posto di Gene Hoglan alla batteria spaccano di brutto.
Rob 6月1日 L'etica dell'emergenzaArriva l'estate e c'è caldo. Un rumeno rapina una tabaccheria. Il papa condanna le violenze etniche in Africa. Pressione fiscale al 40 per cento. Incidente d'auto mortale sulla Milano-Bergamo.
Vedete forse qualcosa di strano in queste notizie?
In un paese di 50 milioni di abitanti, esteso su una considerevole superficie e caratterizzato da processi economico-sociali intricati, la scelta di interpretare degli eventi non come tali ma come "emergenze" non è cosa banale. Giornali, telegiornali e organi d'informazione lo fanno continuamente. Sono bastate due giornate di fine maggio con temperature sui 27 gradi e si è gridato all'emergenza caldo: consigli agli anziani per sopravvivere nella giungla di asfalto tardo-primaverile, attenzione ai bambini esposti al sole con la loro pelle lattea e delicata, seguite una dieta equilibrata e ricca di acqua e vegetali. Ai primi freddi dell'inverno si allerta la protezione civile e si intima di comprare piumini e stufe. Un negozio viene rapinato da un algerino? Non importa che le statistiche ufficiali da anni segnalino diminuzioni praticamente in tutte le categorie di reati: è "emergenza furti". Un rumeno stupra una ragazza, ecco confezionata l'emergenza stupri - eppure 8 violenze su 10 sono commesse da familiari tra le mura domestiche. Se c'è un'emergenza stupri, chi è il responsabile? Si chiede trasparenza sui casi di pedofilia tra il clero, ed è emergenza laicismo esasperato. Poi c'è l'emergenza rifiuti, l'emergenza petrolio, l'emergenza razzismo, l'emergenza salari.
Cos'è un'emergenza, per come ci viene presentata dai media? E' un insieme eccezionale di eventi, che vive di cause e circostanze eccezionali e in quanto tale spicca su tutti gli altri. Se i problemi - veri e finti - del nostro paese sono emergenze, la giusta risposta per fronteggiarli sarà eccezionale ed estemporanea quanto i problemi stessi: un decreto legge qui, un monito papale lì, l'annuncio di provvedimenti immdiati, un commissario speciale, una superprocura. In questo mondo pazzo ogni evento è storia a sè, ogni leggera deviazione dalla media intollerata a e intollerabie: proponiamo soluzioni finte per emergenze vere, soluzioni altrettanto finte per emergenze altrettanto finte. L'importante è che nessuno abbia il quadro d'insieme, nessuno possa mettere al posto giusto i pezzi del puzzle, nessuna coscienza sia in grado di dare risposte integrate a problemi integrati. L'etica dell'emergenza va a ricomprendere anche quell'etica dell'urgenza che contribuisce a rendere avvincente un telefilm (giustamente) celebrato come 24, e di cui avevo parlato in questo vecchio post. Rappresentiamo tutti i mali come estremi, e convinciamo la gente ad accettare rimedi estremi.
Ormai siamo arrivati oltre, molto oltre. Forse troppo...
Rob |
|
|