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Rob

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Ho i capelli rossi: non è un merito, certo, ma è una delle mie poche doti ad essere notevole...e notata. Spero che vi basti come "ulteriore informazione personale". Ah, ho una cicatrice sul mento. Ecco tutto.
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La Corte del Re Cremisi

September 16

Perchè non leggo Repubblica

 
De "La Repubblica" mi piace poco o nulla: non sopporto Scalfari, non sopporto D'Avanzo, non sopporto l'impaginazione (adoro quella del Corriere, per esempio, quotidiano che pure mal sopporto per mille altri motvi) e tante altre cose. Ma soprattutto non sopporto Omero Ciai. Questo giornalista dovrebbe informare i lettori su quello che succede in America Latina, ma se qualcuno dovesse affidarsi ciecamente alle sue parole otterrebbe una visione davvero parziale della realtà.
Oggi Ciai ci parla della situazione del continente mischiando nel suo articolo gli accordi per operazioni militari congiunte tra Venezuela e Russia, la situazione interna della Bolivia e il vertice dell'UNASUR, l'Unione delle Nazioni Sudamericane che ha visto riunirsi a Santiago del Cile tutti i presidenti dei paesi dell'America Latina. Dalle parole del povero Omero emerge, come di consueto, la figura di Hugo Chavez come un cafone appestato che gli altri presidenti guarderebbero con preoccupazione e disprezzo; gli scontri in Bolivia sarebbero tafferugli tra "hooligan autonomisti e indios partidari del presidente Morales", quando un prefetto dell'opposizione è stato appena arrestato e consegnato alla giustizia per aver assoldato squadroni di paramilitari che hanno ammazzato brutalmente decine di persone; e i governi latinoamericani, sempre secondo il signor Ciai,  sarebbero fortemente divisi su chi (e in che modo) sostenere nella difficile situazione interna boliviana.
Ora, poichè quandoque bonus dormitat Homerus, i lettori di Repubblica forse gradirebbero leggere i comunicati ufficiali congiunti di Brasile, Cile, Argentina e Venezuela in cui si afferma a sostegno di Morales, senza se e senza ma, che "non riconosceremo nessun governo che pretenda di sostituirsi a quello democratico eletto dai boliviani e confermato in un referendum appena un mese fa con quasi il 70% dei voti”. E come si concilia la figura tratteggiata da Ciai di Lula, presidente brasiliano, la cui posizione è presentata come decisamente sfumata e addirittura velatamente a sostegno delle rivendicazioni autonomiste delle regioni ribelli boliviane, con le sue dichiarazioni secondo le quali “il Brasile non tollererà, ripetiamo, non tollererà, nessuna rottura dell’ordine democratico in Bolivia”?
Detto questo, il buon Omero ci riserva un'ultima perla: le dichiarazioni dell'ambasciatore americano cacciato da La Paz perchè accusato di complotti golpistici, che smentisce categoricamente il suo coinvolgimento. Legittime dichiarazioni di autodifesa, non c'è che dire. Ma se Omero Ciai giustapponesse a queste parole il curriculum dell'individuo in questione,  Philip Goldberg, impegnato negli anni '90 a tessere relazioni in Yugoslavia, Bosnia, Montenegro, fino al suo impegno in Kosovo nel 2006 (sappiamo tutti cos'è successo poi da quelle parti, vero?) qualche dubbio potrebbe venire anche ai residui lettori di Repubblica. Non crede, signor Ciai?
 
Rob
September 12

Pane al pane, vino al vino

 
September 11

Elogio musicale distillato del Post

 
Nel mio stereo vagano i suoni disperatamente dilatati dei Neurosis, forieri di disperazione come non potrebbero essere dei Pink Floyd nichilisti trapiantati nel terzo millennio; la violenza post-hardcore devastante dei Converge; le dolci e malinconiche cavalcate intrise di melodia dei Klimt 1918; il post-thrash chirurgico e terribilmente aggrovigliato (senza però mai perdere una virgola della sua linearità di fondo) dei Meshuggah; ci sono gli Husker Du, che riuscovano ad essere oltre il punk quando molte band al punk non erano ancora arrivate.
Post-punk, post-hardcore, post-metal, post-rock.
Post?
Il post è una forma di consapevolezza dei mezzi, e di una tradizione che quei mezzi ha messo a disposizione. Il post è la rielaborazione di materiali per ottenere qualcosa di nuovo, di non previsto, di diverso. E' un frutto perverso di evoluzione, che sfrutta vecchie funzioni per nuovi usi - proprio come si è dimostrata capace di fare l'evoluzione darwiniana. E' l'oscillazione (in)consapevole tra creatività ben direzionata ed emergenza di comportamenti.
Potete rifletterci sopra.
September 02

LHC Rap

Tre semplici parole: PURE FUCKIN' GENIUS
 
 
August 23

Per la serie "come eravamo"

 

Narcotraffico?

Nell'ordine: Porte, Stabile, il sottoscritto con la sua chioma vecchio stile, Mattia, Maddalena, Damiano.

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